
Viaggio nelle realtà più autentiche, belle e gustose del nostro Paese. Letture per aspiranti viaggiatori e persone abituate a mangiare con gioia.
Carissimi,
Dagli inizi di settembre non ho praticamente avuto più modo di scrivere e non ne avrò probabilmente per tutto il prossimo mese. Il motivo è presto detto: mi sposo!
La prossima settimana, infatti, convolerò a giustissime nozze con la mia fidanzata, Roberta. Eviterò frasi di circostanza o melensaggini: vi dico solo che sono estremamente felice di questo passo e di questa nuova vita che mi si preannuncia davanti.
In attesa di tornare a incontrarvi su queste pagine, auguro a tutti voi un buonissimo settembre, ricco magari del profumo delle viti e dell'uva. Ci si sente al mio rientro.
Un abbraccio a tutti!
Anch'io ne sono diventato un affezionato, negli ultimi tre anni, a causa della mia passione per l'avicoltura; così alle otto e mezza mi muovo per farvi una rapida capatina, prima di andare a lavorare.
Già a quest'ora, e con un tempo incertissimo, la Fiera brulica di gente. Tanti i curiosi, tanti i contadini, tantissime le famiglie che portano i bambini a fare la conoscenza di un mondo che non conoscono e che forse non toccheranno mai più vicino di così.
Tra le bancarelle, non possono mancare i prodotti tipici: dal miele agli zoccoli in legno, dagli attrezzi antichi ai vini pregiati, dai salumi alle tegole decorate... E' una festa per gli occhi e - perchè no? - anche per il naso!
Fiori, alberelli, succulente e piante carnivore fanno capolino da banchetti approntati al meglio; gli stand delle associazioni dei coltivatori diretti mostrano orgogliosamente i propri prodotti e le proprie attività. Ma sono altri i veri protagonisti della Fiera: gli animali.
Lungo la strada si trovano solo uccelli da gabbia e voliera, variopinti e colorati come pagliacci, mentre in quello che negli altri giorni è un parcheggio sosta serafico un cavallino legato ad un calesse. Quasi di fronte a lui, un ragazzo mostra a passanti divisi tra la curiosità e qualche brivido lungo la schiena un piccolo pitone reale e qualche altro rettile.
Ma è sotto gli alberi del piccolo parco che si trovano i veri beniamini del folto pubblico, specie di quello più piccolo. Una fila di belle e placide mucche attende i giudizi dei compratori accanto ad asinelli dagli occhi languidi e scuri, mentre magnifici cavalli e piccoli pony nitriscono all'ombra delle foglie scure.
Coniglietti candidi corrono sopra le gabbie in rete metallica, e a coppie i polli mangiucchiano e cantano, mostrando il loro piumaggio più bello. I bambini guardano, si avvicinano e spesso allungano una mano per accarezzare il mantello pezzato di un pony o morbido e sericeo di un coniglio, incontrando finalmente (alcuni per la prima volta) un mondo di cui spesso anche i loro genitori conoscono poco.
E' un mondo contadino, fatto di riti antichi e di antiche tradizioni. Un mondo che ha letteralmente fanno e nutrito l'Italia per generazioni, prima di venire lentamente, ma insesorabilmente, ingoiato dalle logiche di mercato e dal "progresso". Ma era un mondo particolarmente... vero, un mondo dove la parola di un uomo aveva un valore più alto di quanto non lo avesse la carta stampata.
Avete mai assistito al rito dell'acquisto del bestiame? Io ne ho avuto la chance, due anni fa. Venditori e compratori si fronteggiano, con la mano nascosta dietro la schiena; il mediatore sta tra loro, cercando di convincere gli uni a portarsi sulle posizioni degli altri. Quando propone un prezzo, cerca di prendere la mano di entrambi e di unirla in una stretta; ma se il prezzo non è di... gradimento per uno dei due, la mano viene prontamente ritratta dietro la schiena, fino a quando la proposta economica non sarà accettata da tutti. Allora, la stretta di mano sugellerà finalmente l'affare: niente firme, niente contratti, solo la propria parola ed una stretta di mano.
E non mancano le storie e le storielle legate a questa Fiera: come quella di quel contadino, forse poco timorato di Dio, che continuava a bestemmiare un unico Santo: San Rocco. E tutti gli anni provava ad andare alla Fiera, che rappresentava un avvenimento imperdibile per il mondo agricolo della zona. Ma tutti gli anni, puntualmente, San Rocco aveva la sua... "vendetta": il contadino veniva immancabilmente preso, lungo la strada per dolo, da potentissimi attacchi di... dissenteria. E addio alla fiera. Solo quando smise di bestemmiare il santo, pare, riuscì finalmente a visitare la sua Fiera. A guardarle bene, le mucche sembrano ancora sorriderne, tutte in fila.
Ecco un brevissimo post dedicato ad una delle delizie estive che personalmente mi piacciono di più: i gelati. certo, il gelato lo si mangia in ogni stagione... ma direi che con l'afa della piana padana la voglia aumenta esponenzialmente in estate!
Oggi ho potuto mangiare un gelato delizioso, come non ne mangiavo da tempo. Io e Roberta eravamo a far compere al centro commerciale Ipercity di Padova, e dopo un pranzo al Mc Donald (ho voluto provare l'ebbrezza del rischio... non mangiavo in un MD da almeno 15 anni!!) ci siamo lasciati tentare da un dessert. O meglio, IO mi sono fatto tentare da un dessert: Roby è stata molto più seria. Comunque sia, al pian terreno del centro commerciale si trova il negozio "BONTA'- il gelato". Che dire? Ho preso un cono da 2.80 €, non voglio dire che si trattasse di mezzo chilo di gelato ma... poco ci mancava! le porzioni sono molto abbondanti, il gelato è artigianale, cremoso e fatto con ingredienti freschissimi. Oltre all'ice-cream vi si trovano anche dessert, yoghurt e freschissimi frullati e spremute. Il laboratorio artigianale è...a vista, infatti la parete che lo separa dall'area di vendita è a vetro.
Insomma, davvero un posto che rimpiango non sia ubicato in centro... sarebbe magnifico!
Per arrivare al centro commerciale Ipercity, da Padova centro proseguite verso Monselice - Rovigo. Superate il ponte del Bassanello e dopo poco più di un Km troverete il centro sulla vostra sinistra. Il negozio è, come già detto, al pian terreno, di fronte alla Despar. Buon gelato!
Noi ci siamo stati ieri sera: con oltre 2000 posti a sedere, pizzeria, panini, patatine, tanta birra (OVVIAMENTE!) ed arachidi aggratis in quantità, ci è sembrata davvero ben organizzata. Tanta anche la musica, ogni sera una band differente: a noi è toccata una cover band di Ligabue, gli Anime in Plexiglas, veramente bravissimi!
Vacanze! Meritate, sudate, agognatissime vacanze. Poco meno di una settimana, ma ci si può lo stesso divertire e riposare a dovere.
La meta designata è la Toscana, in particolar modo Montemerano, un paesino arroccato su una collina della meravigliosa Maremma grossetana.
Si parte, l'autostrada scivola veloce sotto le ruote dell'auto, ed in poco tempo raggiungiamo Firenze... qui, tutti i nostri propositi ed i nostri programmi subiscono un imprevisto arresto: camion carico di gasolio ribaltato, tratto autostradale chiuso per due ore (con noi dentro...), coda infame anche quando il traffico riprende. Morale della favola: all'ora in cui avremmo dovuto essere arrivati a destinazione dovevamo ancora passare accanto a Siena.
Visto che in vacanza ci si va per esser liberi di fare ciò che si vuole, senza l'obbligo di far qualcosa per forza, senza immolarci ad altre massacranti ore di strada decidiamo di effettuare una imprevista e rilassata sosta pranzo nel primo paesino che incontriamo.
Il fato ha voluto che il paese in questione fosse Orgia, frazione di Sovicille, provincia di Siena.
Il borgo è piccolo, stretto sul cocuzzolo di una collina, e ci accoglie con colori e profumi intensi: siepi di rosmarino in fiore contrastano magnificamente con i cespugli di Fior di pesco, ed un silenzio irreale ci avvolge, quando lasciamo la macchina in un ampio parcheggio sterrato ombreggiato da ulivi argentei.
Non abbiamo troppa fame, ma l'insegna del bar ristorante Cateni ci attrae come una calamita.
L'ambiente è piccolo ma curato; se facesse più caldo sarebbe splendido poter pranzare sulla terrazza del ristorante: piccola ed elegante, domina il paesaggio magnifico delle colline circostanti.
Il sig. Marcello, il proprietario, accoglie i clienti con un aplomb tuttto toscano, condito di battute abbondanti quanto le porzioni dei piatti.
Sì, perchè se anche noi decidiamo di fare un pranzo... alternativo (antipasto, contorno e dolce!), vediamo le portate servite agli altri clienti, e le dosi non fanno certo venir tristezza. Quello che abbiamo deciso di degustare ci è sembrato molto buono e ben curato: le bruschette al pomodoro, le patate tagliate a spicchi e fritte con la salvia, le verdure grigliate, i salumi locali, i dolci... tutto servito con acqua e vino della casa (noi abbiamo scelto un rosso, rivelatosi davvero robusto e corposo). Anche l'espressione sulle facce della restante clientela era di intensa soddisfazione.
I prezzi sono assolutamente accettabili: il piatto forse più costoso è la classica fiorentina, ma la maggior parte dei primi non supera i 6-7 euro e così i secondi non vanno quasi mai sopra i 10. Il menù è a base di carne, con ricette tipiche vecchie di centinaia d'anni.
Insomma, una sosta che, per l'incanto del paesaggio, così verdeggiante e silenzioso, e la qualità del cibo, ci è sembrata davvero meravigliosa. Andateci e non ve ne pentirete!
Potete arrivare ad Orgia prendendo l'uscita omonima sulla E78 (SS23), che collega Siena e Grosseto; il bar ristorante Cateni si trova in via dei Pratini 25, telefono e fax 0577342028, sito internet: http://www.dalcateniaorgia.it/.
Se mi chiedeste "cosa" mi sento... vi direi che sono Camponogarese, Veneziano, Veneto e Italiano. Quattro condizioni che porto e vivo col medesimo orgoglio, l'orgoglio di vivere in una Nazione ricca di storia e di bellezze naturali, realmente unica in tutto il suo splendore.
Queste pagine vogliono rappresentare un invito, e cioè quello a scoprire quelle realtà del nostro Paese che spesso sfuggono ai nostri occhi affacendati e che si nascondono a volte solo a pochi chilometri di distanza, a volte addirittura nel centro delle grandi città. Sono realtà fatte di cibi squisiti e vini profumati, di ambienti da salvaguardare e di produzioni tipiche da proteggere, di giardini inebrianti e di borghi antichi che sembrano usciti fuori dagli abissi del tempo. Voi portate voglia di scoprire e di godere delle piccole gioie della vita, noi porteremo le nostre esperienze... sì, perchè tutto ciò che leggerete sarà frutto di prove fatte personalmente (sìssì, ci siamo proprio sacrificati per voi!).
Se vorrete contattarmi in privato lo potrete fare scrivendomi all'indirizzo: info@oryctes.com.
Buona lettura!
Ciao a tutti! Mi chiamo Andrea Mangoni e sono nato il 3 gennaio del 1975.
Sono laureato in Scienze Biologiche, naturalista per vocazione e fotografo (oltre che disegnatore e illustratore) per passione. Sono appassionato di entomologia e di avicoltura, dei viaggi fatti per il gusto di scoprire e di quelli fatti per scoprire nuovi gusti.
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